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Autore: admin

  • OROAREZZO 2019: SINERGIA E FUTURO

    OROAREZZO 2019: SINERGIA E FUTURO

    La Manifestazione ha ottenuto ottimi risultati tra presenze internazionali e sinergie con territorio, aziende ed enti
    Si è conclusa OROAREZZO, edizione di aprile 2019, all’insegna della sinergia tra le fiere e dei dati positivi del settore.
    “Buoni risultati – come spiega Ugo Ravanelli, CEO di Italian Exhibition Group – grazie al lavoro svolto per arrivare un’unica regia per le fiere dell’oro, che ha rafforzato il ruolo della piattaforma voluta da IEG. Una regia che ad Arezzo si è mostrata in tutta la sua efficienza e che è basata sostanzialmente su quattro pilastri: l’anticipazione delle date in funzione dei mercati strategici, gli investimenti realizzati, il focus di posizionamento e lo sviluppo dell’incoming buyers dall’estero”.
    Svoltasi nella città toscana dal 6 al 9 aprile, OROAREZZO ha raccolto e valorizzato a livello internazionale il meglio della produzione orafa Made in Italy. Oltre 450 i buyers ospitati, provenienti da 60 paesi le più di 500 le aziende espositrici in rappresentanza della miglior oreficeria Made in Italy.
    Importante anche l’afflusso dai mercati più importanti come il Middle East, tra Emirati Arabi, Arabia Saudita e Libano, ma anche USA, Hong Kong, Germania e Spagna.

  • GROWING ITALIAN GOLD JEWELRY TURNOVER.

    GROWING ITALIAN GOLD JEWELRY TURNOVER.

    The Italian goldsmith sector during the past year has been examined in the report of the Club degli Orafi and the Studies and Research Department of Intesa San Paolo. According to data collected by ISTAT, in 2018 the production and turnover of gold and jewelry went up 8.4% and 4.6% respectively. As far as exports are concerned, jewelry showed a -1.7%, while precious jewels accounted for -2.7%. The United States marked a positive value of 2% second only after Switzerland. Exports to Hong Kong decreased (-4.3%), United Arab Emirates (-16.1%) and France (-5.8%), despite the sales boom in 2017.

    According to Stefania Trenti of the Studies and Research Department of Intesa San Paolo, “The picture that emerges shows a slowing in part physiological after the exploit of the previous year”. The strong uncertainty that is characterizing the international scenario promises a not-so-easy 2019: “However, there will be plenty of opportunities for growth that many Italian companies will be able to seize”.

    For Gabriele Aprea of Chantecler “2018 presents itself with lights and shadows for the Italian jewelry sector, between the trend of precious jewels prices, the evolution of the exchange rate and the presence of a non-brilliant global demand, where the difficulties of the Middle East, United Arab Emirates and important markets such as Turkey are weighing. The sector has historically a positive balance among the highest in manufacturing ”.

    Therefore, the importance of supporting Made in Italy jewelry should be emphasized to highlight the high quality of Italian products compared to those of fluctuating quality made with human and environmental exploitation policies, “often unsustainable and ethically unacceptable”.

  • MILLENNIALS IN POLE POSITION NEL LUSSO FUTURO

    MILLENNIALS IN POLE POSITION NEL LUSSO FUTURO

    Lo scorso anno, secondo il True-Luxury Global Consumer Insight, realizzato da Boston Consulting e Altagamma, 425 milioni di consumatori di alta gamma in tutto il mondo hanno speso circa 920 miliardi di euro.

    Una ricerca che mette in evidenza come, nel futuro, i consumi saranno trainati da Millennials e cinesi, arrivando a toccare quota 1,3 mila miliardi nel 2025, con un tasso di crescita annuo del 4-5%.

    I consumatori totali, inoltre, saliranno fino a quasi 500 milioni di persone.
    Il lusso “definito “esperienziale”e che è valso 590 miliardi, è cresciuto più del lusso personale, fisso a 330 miliardi. Questo tipo di segmento, che include hotel, ristoranti, vini e liquori, ha aumentato il ritmo di crescita rispetto a quello personale (abbigliamento, accessori, gioielli, orologi, profumi e cosmetici): si tratta, secondo gli esperti, di un chiaro segnale dell’egemonia delle nuove generazioni di consumatori, più legata all’esperienza rispetto alle precedenti.

    Le previsioni del Boston Consulting Group vedono, entro il 2025, i Millennials arrivare a rappresentare il 50% del mercato del lusso personale, e il 40% dell’alto di gamma che sarà presidiato dai cinesi.

    In aumento anche le quotazioni della Generazione Z, che oggi vale solo il 4% nel settore del lusso, ma che entro il 2025 crescerà fino a cinque punti percentuali per anno.
    In tal senso le aziende devono iniziare concretamente a comprendere gusti e linguaggi delle generazioni più giovani, che rappresentano la fascia di consumatori che premia le collaborazioni tra luxury brand e realtà streetwear: un trend che ha spinto gli analisti ad individuare queste partnership in alto nella lista dei trend di consumi del momento, seguite dal fenomeno del second hand.

    Lo studio, infine, ha analizzato le abitudini di 18,5 milioni di consumatori di alta gamma: solo il 4% del totale ma con una spesa di 278 miliardi, circa un terzo di quella complessiva.